News & Events

24/06/2026

Acqua del rubinetto: Personalive misura il cambiamento nelle abitudini degli italiani

Bere acqua del rubinetto è ormai un’abitudine sempre più presente nella quotidianità degli italiani. È quanto emerge dall’indagine 2026 che abbiamo realizzato per Aqua Italia, l’associazione federata ANIMA Confindustria che rappresenta i costruttori di impianti, accessori, componenti e prodotti per il trattamento delle acque primarie. I risultati della ricerca sono stati ripresi anche da Il Sole 24 Ore, a conferma della rilevanza crescente del tema nel dibattito sui nuovi comportamenti di consumo, sulla sostenibilità e sull’evoluzione del mercato del trattamento acqua.

La ricerca nasce con l’obiettivo di dare continuità a un percorso di monitoraggio dedicato al consumo di acqua potabile in Italia, osservando nel tempo l’evoluzione dei comportamenti, delle percezioni e delle abitudini dei consumatori. Non si tratta quindi solo di rilevare un dato puntuale, ma di leggere una traiettoria: capire come cambia il rapporto degli italiani con l’acqua di rete e quali fattori contribuiscono a trasformare una scelta quotidiana in un indicatore più ampio di cambiamento nei consumi.

I numeri confermano una crescita chiara: l’83,4% degli italiani dichiara di aver bevuto acqua del rubinetto, trattata o non trattata, nel corso degli ultimi dodici mesi. Guardando alla serie storica, il consumo abituale calcolato sull’intero campione passa dal 43,9% del 2016 al 49,8% del 2026.


Ma il dato più interessante riguarda il significato che questa scelta assume oggi. L’acqua del rubinetto viene percepita sempre meno come una soluzione “di ripiego” e sempre più come una scelta coerente con nuovi criteri di consumo: praticità, convenienza economica, attenzione all’ambiente e fiducia nella qualità dell’acqua.

La lettura territoriale aggiunge un ulteriore livello interpretativo. Il Nord Est e l’Emilia-Romagna si confermano l’area più aperta all’acqua del rubinetto: tra chi la beve, il consumo abituale raggiunge il 70,4% e la percezione di sicurezza arriva al 45,4%. Al contrario, Sud e Sicilia mostrano un atteggiamento più prudente, con un consumo abituale pari al 54,5% e una percezione di sicurezza al 25,9%, circa dieci punti sotto la media nazionale.

Il caso dell’acqua del rubinetto mostra come un comportamento apparentemente semplice possa diventare una lente per osservare fenomeni più ampi: l’evoluzione dei criteri di scelta, la ricerca di convenienza, la sensibilità ambientale, il bisogno di fiducia e il ruolo delle tecnologie domestiche nel modificare le abitudini quotidiane.

Il contributo di Personalive si colloca proprio in questa prospettiva: garantire continuità metodologica, aggiornare gli strumenti di rilevazione rispetto ai nuovi fenomeni emergenti e trasformare i dati in una lettura analitica e narrativa utile per andare oltre la descrizione del fenomeno e aiutare aziende, associazioni e istituzioni a comprendere cosa sta cambiando, perché sta cambiando e quali implicazioni può avere per comunicazione, innovazione e sviluppo del mercato.